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BCE: bollettino economico

BCE: bollettino economico

Lug 6, 2018

Nella riunione sulla politica monetaria del 14 giugno 2018, il Consiglio direttivo della BCE ha concluso che i progressi verso un aggiustamento sostenuto dell’inflazione sono stati finora notevoli. Dall’inizio del suo programma di acquisto di attività (asset purchase program APP) nel gennaio 2015, il Consiglio direttivo ha subordinato gli acquisti di attività nette nell’ambito dell’APP al progresso verso un aggiustamento sostenuto nel percorso dell’inflazione a livelli inferiori ma prossimi a 2% a medio termine.

Con le aspettative di inflazione a più lungo termine ben solide, il momento di forza dell’economia dell’area dell’euro e il persistente ampio livello di accomodamento monetario è possibile sostenere che la sostenuta convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo del Consiglio direttivo proseguirà nel futuro a venire, e sarà mantenuta anche dopo una graduale liquidazione degli acquisti di attività nette. È tuttavia ancora necessario uno stimolo significativo della politica monetaria per sostenere l’ulteriore accumulo di pressioni sui prezzi interne e l’andamento dell’inflazione a medio termine. Tale sostegno continuerà a essere fornito dagli acquisti di attivi netti fino alla fine dell’anno, dal considerevole stock di attività acquisite e dai relativi reinvestimenti e dalle indicazioni avanzate dal Consiglio direttivo sui principali tassi di interesse della BCE. In ogni caso, il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti al fine di garantire che l’inflazione continui a muoversi verso l’obiettivo.

Valutazione economica e monetaria

Nonostante un leggero indebolimento dello slancio, le prospettive globali a breve termine rimangono sostanzialmente solide, supportate da politiche monetarie accomodanti nelle economie avanzate e da significativi stimoli fiscali negli Stati Uniti. Più avanti, l’attività globale dovrebbe rallentare poiché la produzione è vicina al potenziale in molte economie avanzate. Tuttavia, l’attuazione di tariffe commerciali più elevate e la possibilità di misure protezionistiche più ampie rappresentano un rischio chiave per la dinamica di crescita globale. Si prevede che le pressioni inflazionistiche globali aumenteranno lentamente con la diminuzione della capacità di riserva.

Gli spread dei titoli sovrani hanno mostrato una notevole volatilità dalla seconda metà di maggio, in un contesto di incertezza politica in Italia. Le fluttuazioni dei mercati dei titoli di stato si sono estese in un certo senso ad altri segmenti del mercato e la volatilità del mercato azionario è aumentata. I prezzi azionari e obbligazionari delle società finanziarie dell’area dell’euro sono diminuiti, mentre l’impatto su altri segmenti di mercato è rimasto limitato. Nei mercati valutari, l’euro si è deprezzato in termini nominali effettivi.

L’espansione economica dell’area dell’euro rimane solida e ampia su tutti i paesi e settori. La crescita trimestrale del PIL reale è scesa allo 0,4% nel primo trimestre del 2018, dopo una crescita dello 0,7% nei trimestri precedenti. Questa moderazione riflette un ritorno dagli alti livelli di crescita nel 2017, aggravati da un aumento dell’incertezza e da alcuni fattori temporanei e dal lato dell’offerta, sia a livello nazionale che a livello globale, nonché dal più debole impulso del commercio estero.

Le misure di politica monetaria della BCE, che hanno facilitato il processo di deleveraging, continuano a sostenere la domanda interna. Il consumo privato è sostenuto dai continui guadagni occupazionali, che a loro volta riflettono in parte le riforme del passato del mercato del lavoro e la crescente ricchezza delle famiglie. Gli investimenti delle imprese sono favoriti dalle condizioni di finanziamento favorevoli, dall’aumento della redditività aziendale e dalla solida domanda. L’investimento abitativo rimane robusto. Inoltre, si prevede che l’ampia espansione della domanda globale continuerà, dando così impulso alle esportazioni dell’area dell’euro. I rischi legati alle prospettive di crescita dell’area dell’euro rimangono sostanzialmente equilibrati. Tuttavia, le incertezze legate ai fattori globali, compresa la minaccia di un maggiore protezionismo, sono diventate più importanti. Le proiezioni macroeconomiche dello staff dell’Eurosistema del giugno 2018 per l’area dell’euro prevedono un PIL reale annuo in aumento del 2,1% nel 2018, 1,9% nel 2019 e 1,7% nel 2020.

Decisioni di politica monetaria

Sulla base delle regolari analisi economiche e monetarie, il Consiglio direttivo ha preso le seguenti decisioni. Innanzitutto, per quanto riguarda le misure di politica monetaria non convenzionali, il Consiglio direttivo continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito della APP al ritmo mensile attuale di 30 miliardi di euro fino alla fine di settembre 2018. Il Consiglio direttivo anticipa che, dopo il settembre 2018, ai dati in arrivo che confermano le sue previsioni sull’inflazione a medio termine, ridurrà il ritmo mensile degli acquisti di attività nette a 15 miliardi di euro fino alla fine di dicembre 2018 per poi terminare gli acquisti netti. In secondo luogo, il Consiglio direttivo intende mantenere la sua politica di reinvestimento dei pagamenti principali dai titoli in scadenza acquistati nell’ambito dell’APP per un periodo prolungato dopo la fine dei suoi acquisti di attività nette, e in ogni caso per il tempo necessario a mantenere un ampio grado di accomodamento monetario. In terzo luogo, il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse chiave della BCE e si aspetta che rimangano ai livelli attuali almeno durante l’estate del 2019 e in ogni caso per tutto il tempo necessario a garantire che l’evoluzione dell’inflazione rimanga allineata alle attese attuali di un percorso di aggiustamento sostenuto.

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