Associazione di cultura politica

Commissione Europea – Previsioni Intermedie 2018

Commissione Europea – Previsioni Intermedie 2018

Feb 19, 2018

Il 7 febbraio scorso la Commissione Europea ha diffuso le sue previsioni economiche relative all’andamento dell’economia globale, con particolare riferimento ai paesi dell’Unione Europea. In questo articolo riportiamo quelle che sono le tendenze principali, concentrandoci in modo specifico sulle stime relative all’economia italiana.
1.1. L’ECONOMIA GLOBALE CONTINUA A RAFFORZARSI 

Il trend positivo dell’economia globale rimane forte, sostenuto dall’espansione ciclica dall’impatto positivo degli investimenti e del commercio, nonché dalle condizioni finanziarie ancora favorevoli, dovute anche ad un mix di politiche di supporto alla crescita. L’incremento dei prezzi delle materie prime inoltre, rappresenta un fattore di sostegno per le esportazioni. 

Le prospettive a breve termine sono leggermente migliori di quanto previsto in autunno, con la crescita globale del PIL, esclusa l’UE, prevista al 4,1% sia nel 2018 che nel 2019, rispetto al 3,8% del 2017. Le revisioni al rialzo dall’autunno sono per lo più concentrate nelle economie avanzate, in particolare gli Stati Uniti, ma le prospettive di crescita sono migliorate anche per alcuni mercati emergenti, inclusa la Cina.  

Negli Stati Uniti, l’attività economica rimane vivace, supportata da una serie di fattori positivi: condizioni finanziarie accomodanti, dollaro debole, espansione nel settore energetico e forte richiesta di beni statunitensi all’estero. Si prevede che la recente riforma fiscale degli Stati Uniti possa generare uno stimolo fiscale di circa 1,5 punti percentuali del PIL nel 2018-2019, e stimolare ulteriormente la crescita economica nel breve periodo a causa di maggiori investimenti aziendali, nonché spesa delle famiglie.  

Per quanto riguarda i mercati emergenti, le prospettive di crescita a breve termine sono migliorate leggermente, compresi i paesi esportatori di materie prime e la Cina, dove la crescita delle esportazioni è vivace e la dinamica del settore dei servizi si è rafforzata. I volumi di importazione globali (al di fuori dell’UE) dovrebbero crescere del 4,6% nel 2017 (rispetto all’1,3% nel 2016), si prevede poi che la crescita aumenterà del 4,7% nel 2018 e del 4,5% nel 2019 (in aumento rispetto al 4,1% per entrambi gli anni nelle previsioni autunnali). Questo andamento riflette una revisione al rialzo delle prospettive per il PIL globale e un ulteriore aumento dell’elasticità del commercio, in gran parte guidato da una forte dinamica degli investimenti. 

1.2. LE CONDIZIONI DEI MERCATI FINANZIARI 

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere invariate le sue indicazioni sul tasso di policy. Ha anche deciso di ricalibrare il suo programma di acquisto di asset (APP), estendendo la durata prevista degli acquisti almeno fino a settembre 2018 e riducendo le dimensioni dei suoi acquisti mensili a 30 miliardi di euro da gennaio 2018 in poi.  

Al contrario, la Federal Reserve statunitense (Fed) a dicembre ha aumentato il tasso di interesse target per la terza volta in un anno, all’1,25-1,50%. Come da tempo anticipato, la Banca d’Inghilterra ha alzato i tassi per la prima volta in 10 anni, portando il tasso allo 0,5%. 

L’euro si è apprezzato di più del 2% in termini nominali effettivi da novembre 2017, guidato da una crescita economica più forte del previsto, da inferiore incertezza politica e aspettative di un più veloce ritmo di normalizzazione della politica monetaria. Allo stesso tempo, l’euro ha subito un apprezzamento di circa il 7% contro il dollaro USA. 

 1

Nei mercati dei titoli sovrani, i rendimenti dei benchmark nell’Unione europea sono aumentati dall’inizio dell’anno ma rimangono molto bassi. La maggior parte degli spread sui titoli sovrani hanno continuato a restringersi dal momento che le prospettive economiche e fiscali si sono rafforzate. 

1.3. LA DINAMICA DELLA CRESCITA ECONOMICA 

Nel terzo trimestre del 2017, il PIL è cresciuto dello 0,7% sia nell’area dell’euro e che nell’UE. Le economie dell’UE e dell’area dell’euro sono cresciute di almeno lo 0,6% per cinque trimestri consecutivi. Per l’anno nel suo complesso, si stima che il PIL sia cresciuto del 2,4% sia nell’area dell’euro sia nell’UE, molto più di quanto previsto in autunno e il più alto tasso in 10 anni. La revisione al rialzo riflette la crescita più forte del previsto nel secondo semestre dell’anno, ben al di sopra del potenziale.  

La domanda interna rimarrà il principale motore di crescita nel 2018, con i consumi privati ​​che continuano a crescere a un ritmo sostenuto e gli investimenti che continuano a riprendersi. Si prevede che anche le esportazioni sosterranno l’espansione in futuro, a seguito di una forte domanda esterna.  

1.4. IL MERCATO DEL LAVORO 

Nei primi tre trimestri del 2017, il mercato del lavoro dell’area dell’euro è migliorato ulteriormente. L’occupazione è aumentata dello 0,4% trimestre su trimestre, determinando un aumento annuale dell’1,6%. Il numero di persone occupate attualmente è al più alto livello mai registrato. Tuttavia, il numero totale di ore lavorate nell’economia rimane al di sotto del livello pre-crisi (del 3%), nonostante continui a crescere in linea con la creazione di posti di lavoro. Ciò riflette il cambiamento nella composizione dell’occupazione verso una quota maggiore di occupazione part-time, ma suggerisce anche che le risorse di lavoro restano sottoutilizzate. 

A novembre 2017, il tasso di disoccupazione nell’area dell’euro si è attestato all’8,7%, il livello più basso dal gennaio 2009. Il calo della disoccupazione ha continuato a essere più forte di quanto suggerito dal ritmo dell’espansione economica. Le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate in tutti gli Stati membri. Sebbene rimangano differenze significative, tali miglioramenti si riflettono in una minore dispersione dei tassi di disoccupazione. Tuttavia, nonostante continui a scendere, la disoccupazione di lunga durata rimane al di sopra del suo livello pre-crisi. 

  1. LA SITUAZIONE ITALIANA

L’economia italiana continua a beneficiare della ripresa ciclica globale e della maggiore domanda interna. Nei primi tre trimestri del 2017, la produzione reale è cresciuta in media dello 0,4%. Sebbene la ripresa dell’Italia sia destinata a diventare più autosufficiente, le sue prospettive di crescita restano moderate, dato il limitato potenziale di crescita dell’economia italiana. I rischi di si riferiscono in gran parte allo stato ancora fragile del settore bancario italiano. 

La crescita del PIL reale nel 2017 è stimata all’1,5%, in linea con le previsioni autunnali. Nel complesso, la domanda interna è rimasta il motore principale della crescita poiché il consumo delle famiglie è stato sostenuto dall’aumento dell’occupazione e della fiducia dei consumatori. Inoltre, la crescita degli investimenti è stata sostenuta da condizioni di finanziamento favorevoli e crediti di imposta, ma è stata anche associata a una marcata ripresa delle esportazioni di beni e servizi. 

Nel 2018 si prevede che il PIL reale aumenterà dell’1,5%, guidato dalle esportazioni e dagli investimenti. Ci si aspetta che i consumi privati ​​sostengano la crescita a un tasso moderato ma stabile, sostenuto dall’aumento dei salari nel settore privato e pubblico e dalla crescita dell’occupazione. Con l’output gap chiuso e l’economia che ritorna gradualmente a tassi di crescita a lungo termine più moderati, si prevede che la crescita del PIL reale rallenterà all’1,2% nel 2019. 

L’inflazione annua nominale è stata in media dell’1,3% nel 2017, poiché i prezzi dei servizi sono aumentati meno rapidamente nell’ultimo trimestre dell’anno. La pressione al rialzo sui prezzi al consumo nel 2018 a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio dovrebbe essere ampiamente compensata dagli effetti di base associati agli alimenti e ai servizi non trasformati. Si prevede che l’inflazione IAPC annuale aumenterà fino all’1,5% entro il 2019. L’inflazione core è rallentata in linea con i prezzi dei servizi nell’ultimo trimestre del 2017, ma è destinata a salire gradualmente sulla scia della moderata crescita dei salari e del recupero dei margini di profitto. 

 2

 

Copyright © 2014 ProDemos — All Rights Reserved