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Linee guida per la gestione del debito pubblico – Dipartimento del Tesoro

Linee guida per la gestione del debito pubblico – Dipartimento del Tesoro

Gen 5, 2018

Il documento prodotto dal Dipartimento del Tesoro si propone di fornire una serie di informazioni inerenti la strategia di emissione e gestione dei titoli di Stato nel 2018.

Nel corso dell’anno il Tesoro si troverà ad operare in un contesto probabilmente differente rispetto a quello dell’anno precedente per tre ordini di ragioni: 1) un quadro macroeconomico decisamente migliore; 2) un contesto geo-politico, nazionale ed internazionale, caratterizzato da un elevato grado di incertezza; 3) l’entrata in vigore di nuove regolamentazioni in materia finanziaria e bancaria, che interesseranno in modo significativo il funzionamento dei mercati secondari di titoli governativi.

Considerando il panorama internazionale, negli Stati Uniti l’evoluzione del ciclo economico e dell’inflazione, nonché del mercato del lavoro, ha spinto la Federal Reserve ad una prima seriei di rialzi dei tassi di interesse con un contestuale avvio di riduzione delle operazioni di Quantitative Easying. Questa scelta ha dato luogo ad un incremento sostanziale dei livelli nella parte a breve termine della curva dei rendimenti dei titoli governativi USA a fronte di una sostanziale stabilità dei tassi a più lungo termine.

In Europa invece, sebbene la crescita economica si è andata recentemente consolidando più del previsto, le previsioni di inflazione per i prossimi anni rimangono ancora al di sotto dell’obiettivo fissato dalla Banca Centrale Europea. Viste le aspettative di inflazione quindi, la Banca Centrale Europea ha annunciato la prosecuzione della politica di acquisti di asset fino al mese di settembre 2018, sebbene per volumi netti inferiori a partire dal prossimo mese di gennaio. Questo dovrebbe garantire che il livello generale dei tassi europei continui ad attestarsi su livelli moderati e sicuramente inferiori a quelli americani. La correlazione storica con questi ultimi, tuttavia, potrebbe determinare un progressivo rialzo nella pendenza della curva dei rendimenti europea.

Il contesto finanziario italiano

La curva dei rendimenti sui titoli governativi italiani nell’ultimo periodo ha risentito di un contesto macroeconomico positivo. Negli ultimi mesi dell’anno una serie di dati economici positivi, il miglioramento del rating da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s, nonché l’azione costante e continua da parte della BCE, hanno contribuito a tenere complessivamente bassi i tassi di interesse su tutte le principali scadenze, soprattutto per via della riduzione del differenziale con i paesi a più alto merito di credito. Il costo medio all’emissione nel 2017 è stato pari a 0,68%, solo in lieve risalita rispetto al minimo toccato nel 2016 (0,55%). Sebbene è probabile che nel 2018 queste condizioni continueranno a perdurare, andrà verificato l’effetto derivante dall’andamento dell’economia europea e globale, in particolare la scadenza delle elezioni politiche in Italia e il percorso di integrazione dell’Unione Europea.

Da ultimo, non va trascurato il fatto che nel 2018 entrano in vigore, a livello globale ed europeo, importanti riforme in materia di regolamentazione degli intermediari e dei mercati finanziari (a gennaio entra in vigore la direttiva cosiddetta MiFID 2 che rivede e amplia la versione precedente in materia di prestazione dei servizi di investimento, tutela degli investitori retail, definizione dei servizi di consulenza indipendenti e adeguatezza della comunicazione. Tutto ciò accompagnato anche dall’adozione del nuovo sistema contabile ISRF 9 che implica significative variazioni nelle rappresentazioni contabili delle banche.

Il mercato dei titoli

Nel 2018 arriveranno a scadenza, escludendo i BOT, titoli per un totale complessivo di circa 184 miliardi di euro. Si tratta di un importo inferiore di circa 30 miliardi di euro rispetto al volume di scadenze per il 2017 in essere a fine 2016. Considerando che il fabbisogno di cassa del Settore Statale è previsto attestarsi su livelli più bassi del 2017, passando da circa il 3,4% al 2,8% del PIL, è pertanto prevedibile che nel 2018 si assista ad una contestuale riduzione dei volumi di titoli a medio-lungo termine complessivamente offerti al mercato. Va inoltre segnalato che lo stock di BOT in circolazione a fine 2017 (circa 106 miliardi di euro) risulterà quasi perfettamente in linea con quello di fine 2016, un valore storicamente molto basso.

A livello generale, la composizione delle missioni sarà volta a garantire che l’esposizione ai rischi di mercato continui ad essere contenuta, al fine di agevolare il più possibile il rifinanziamento del debito dei prossimi anni e la gestione delle fluttuazioni dei tassi di interesse: l’impegno sarà di consolidare i risultati raggiunti quest’anno in termini di vita media dello stock di titoli di Stato che a fine 2017 risulta pari a 6,9 anni.

  • BOT

Sul comparto BOT (Buoni Ordinari del Tesoro, titoli a breve termine) i volumi in emissione saranno sostanzialmente in linea con le scadenze dell’anno, la loro quota a fine 2018 sullo stock di titoli di Stato continuerà ad essere estremamente contenuta e in linea quindi con quella del 2017 (circa 5,6%).

  • CTZ

Visto l’esito positivo di questa scelta nel 2017, anche nel 2018 i CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon, titoli della durata di 24 mesi senza cedola) saranno emessi regolarmente su base mensile, con l’obiettivo di continuare a garantire il buon funzionamento del mercato secondario del prodotto. La strategia di emissione adottata dal Tesoro negli ultimi anni è stata incentrata sulla riduzione del peso degli strumenti a breve termine in relazione allo stock complessivo dei titoli in circolazione, in linea con l’obiettivo di allungamento della vita media del debito e del contenimento del rischio di rifinanziamento. Coerentemente con tale strategia, dopo anni di significativa riduzione dell’ammontare complessivo delle emissioni su tale comparto, nel 2018 il volume di CTZ in scadenza sarà pari a circa 24 miliardi di euro.

  • BTP

Sui BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) nominali a lungo termine il Tesoro nel 2018 continuerà ad avere una presenza sul mercato continua, scegliendo di riaprire titoli in circolazione o di proporne di nuovi in base alle condizioni di domanda e di funzionamento del mercato secondario. Le riaperture via asta continueranno a tenersi negli appuntamenti di calendario di metà mese. Il sindacato di collocamento continuerà a rappresentare la principale procedura di emissione per l’introduzione sul mercato di nuovi BTP su queste scadenze lunghe.

  • CCTeu

Pur preservando un approccio particolarmente prudente ai fini della gestione del rischio di tasso, nel 2018 le emissioni di CCTeu (titoli a tasso variabile con durata, di norma, pari a 7 anni le cui cedole posticipate semestrali sono indicizzate al tasso Euribor 6 mesi), ove le condizioni di mercato lo consentano, saranno superiori alle scadenze, anche per tenere conto del gradimento particolarmente elevato incontrato dallo strumento. La crescita dello stock dei titoli in circolazione a fine 2018 sarà comunque tale da non alterare significativamente l’entità della quota di questi titoli rispetto allo stock complessivo dei titoli di Stato.

  • BTP Italia

Sul segmento dei BTP Italia (collocato al pubblico non tramite le consuete aste ma con un meccanismo innovativo che consente l’acquisto diretto da parte dei sottoscrittori, anche tramite home banking, oltre che in banca o presso gli Uffici Postali), considerato l’ampio gradimento che il prodotto continua a registrare presso investitori sia retail che istituzionali, nel 2018 verrà comunque garantita almeno un’emissione con scadenza a 6 anni. Tuttavia, il Tesoro valuterà la possibilità di porre in essere operazioni di concambio o riacquisto sui titoli dotati di un importo in circolazione particolarmente elevato, al fine di contribuire alla gestione del profilo dei rimborsi dei prossimi anni.

  • Operazioni di concambio e riacquisto

Le operazioni di concambio e di riacquisto saranno importanti nella strategia del Tesoro del 20128 al fine di gestire il profilo delle scadenze, riducendo ulteriormente il rischio di rifinanziamento; le operazioni mireranno principalmente a ridurre i volumi in scadenza nel biennio 2019-2020. I riacquisti potranno riguardare tutte le varie tipologie di titoli di Stato in circolazione, e potranno realizzarsi anche sulla piattaforma dedicata del mercato secondario regolamentato all’ingrosso, come attualmente già avviene per le operazioni di concambio.

 

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