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Tabella di marcia per l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria – Commissione UE

Tabella di marcia per l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria – Commissione UE

Gen 5, 2018

Sulla base della visione delineata nella relazione dei cinque presidenti del giugno 2015 e nei documenti di riflessione sull’approfondimento dell’Unione economica e monetaria e sul futuro delle finanze dell’UE della primavera del 2017, la Commissione europea ha presentato lo scorso 6 dicembre una tabella di marcia per l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria e misure concrete da adottare nel corso dei prossimi 18 mesi. L’obiettivo generale delle azioni che verranno intraprese nel prossimo futuro consiste nel rafforzare l’unità, l’efficienza e la responsabilità democratica dell’Unione economica e monetaria dell’Europa entro il 2025.

Nelle intenzioni della Commissione, l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria (UEM) è un mezzo per raggiungere un fine: aumentare l’occupazione, la crescita, gli investimenti, l’equità sociale e la stabilità macroeconomica. La moneta unica è, al tempo stesso, una tutela e una fonte di opportunità per i cittadini europei e una zona euro forte e stabile è essenziale per i paesi che ne fanno parte e per l’Unione Europea nel suo complesso. Negli ultimi anni sono state attuate importanti riforme istituzionali per rafforzare l’UEM, ma la sua architettura è ancora incompleta. La tabella di marcia presentata tiene quindi conto delle sfide tuttora da affrontare e indica la via da seguire.

In aggiunta alla tabella di marcia, il pacchetto presentato comprende quattro iniziative principali.

1) Una proposta relativa all’istituzione di un Fondo monetario europeo (FME), ancorato all’ordinamento giuridico dell’UE e basato sulla struttura ormai consolidata del meccanismo europeo di stabilità (MES). Negli ultimi anni il MES ha svolto un ruolo determinante nel salvaguardare la stabilità della zona euro, aiutando gli Stati membri a riconquistare o a mantenere l’accesso ai mercati delle obbligazioni sovrane. L’FME si baserebbe sul MES, mantenendone sostanzialmente l’attuale architettura finanziaria e istituzionale, anche per quanto riguarda il ruolo svolto dai parlamenti nazionali. Continuerebbe in tal modo ad assistere gli Stati membri della zona euro che versano in difficoltà finanziarie. Fornirebbe inoltre un meccanismo di backstop comune per il Fondo di risoluzione unico e fungerebbe da prestatore di ultima istanza al fine di facilitare la risoluzione ordinata delle banche in difficoltà. Si prevedono anche un processo decisionale più rapido in caso di urgenza e un coinvolgimento più diretto nella gestione dei programmi di assistenza finanziaria. Nel tempo, tra l’altro, l’FME potrebbe dotarsi di nuovi strumenti finanziari, ad esempio per sostenere un’eventuale funzione di stabilizzazione. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati ad adottare la proposta entro il primo semestre del 2019.

2) Una proposta mirante ad integrare, nella sostanza, il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’ordinamento giuridico dell’Unione, facendo uso dell’adeguata flessibilitàinsita nel patto di stabilità e crescita e individuata dalla Commissione sin dal gennaio 2015. Nel 2012 i 25 Stati membri firmatari si sono impegnati giuridicamente ad incorporare nel diritto dell’Unione le disposizioni contenute in tale trattato cinque anni dopo la sua entrata in vigore, vale a dire il 1° gennaio 2018. Anche il Parlamento europeo ha esortato ad agire in questo senso. La proposta, che incorpora nel diritto dell’Unione gli elementi principali del trattato al fine di sostenere quadri di bilancio solidi a livello nazionale, è pienamente in linea con le norme di diritto primario e derivato attualmente in vigore. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati ad adottare la proposta entro il primo semestre del 2019.

3) Una comunicazione sui nuovi strumenti di bilancio atti a garantire la stabilità della zona euro nel quadro dell’Unione, che spiega come sviluppare nel quadro delle finanze pubbliche dell’UE di oggi e di domani talune funzioni di bilancio essenziali per la zona euro e per l’intera UE. La comunicazione esamina quattro funzioni specifiche: a) un sostegno alle riforme strutturali degli Stati membri, attraverso uno strumento per la realizzazione delle riformee un’assistenza tecnica, su richiesta degli Stati membri; b) uno specifico strumento di convergenza per gli Stati membri in procinto di aderire all’euro; c) un meccanismo di backstop per l’Unione bancaria, tramite l’FME/MES, da concordare entro il primo semestre del 2018 e da rendere operativo entro il 2019 e d) una funzione di stabilizzazione, al fine di mantenere i livelli di investimento in caso di gravi shock asimmetrici. La Commissione presenterà le iniziative necessarie nel maggio 2018 nel contesto delle proposte relative al quadro finanziario pluriennale post-2020. Il Parlamento europeo e il Consiglio saranno quindi invitati ad adottare le proposte entro il primo semestre del 2019. Per il periodo 2018-2020 la Commissione propone inoltre di rafforzare il programma di sostegno alle riforme strutturali raddoppiando, di qui al 2020, i finanziamenti disponibili per le attività di supporto tecnico, che raggiungeranno in tal modo i 300 milioni di euro. Propone anche di sperimentare, nel corso di una fase pilota, il nuovo strumento per la realizzazione delle riforme. A tale scopo propone di apportare modifiche mirate al regolamento sulle disposizioni comuni che disciplina i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), in modo da ampliare la possibilità di utilizzare parte della riserva di efficacia a sostegno delle riforme concordate. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati a adottare queste due ultime proposte nel 2018.

4) Una comunicazione che illustra le eventuali funzioni di un ministro europeo dell’Economia e delle finanze che potrebbe fungere da vicepresidente della Commissione e da presidente dell’Eurogruppo, come sarebbe possibile in base agli attuali trattati dell’UE. Riunendo le attuali responsabilità e le competenze disponibili, questa nuova carica rafforzerebbe la coerenza, l’efficienza, la trasparenza e la responsabilità democratica nella definizione delle politiche economiche dell’UE e della zona euro, nel totale rispetto delle competenze nazionali. Il raggiungimento, entro il primo semestre del 2019, di un’intesa comune circa il ruolo del ministro permetterebbe di istituire tale figura quale componente della prossima Commissione. L’Eurogruppo potrebbe inoltre decidere di eleggere il ministro suo presidente per due mandati consecutivi in modo da allineare la durata dei due incarichi.

Il pacchetto non è né la prima né l’ultima fase del processo di completamento dell’Unione economica e monetaria, che è una delle priorità principali della Commissione, come indicato negli orientamenti politici del Presidente Juncker, nella relazione dei cinque presidenti e nei documenti di riflessione sull’approfondimento dell’Unione economica e monetaria e sul futuro delle finanze dell’UE. Tutte le riforme finora avviate sono state dettate dalla necessità di conciliare solidarietà e responsabilità a tutti i livelli.

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